///Portiamo in tavola le melanzane

Portiamo in tavola le melanzane

Basta infatti cambiare modalità di taglio e di abbinamenti che ci si apre davanti un ventaglio di possibilità: dalla parmigiana alla caponata, dalla pasta alla Norma alle melanzane col cioccolato, fino alle melanzane ripiene, alle polpette di melanzane, alle melanzane in padella, in agrodolce, per arrivare alla moussaka e alla salsa di melanzane. Come possiamo notare siamo di fronte ad un ortaggio dotato di estrema versatilità a cui si è bene accostata la fantasia culinaria per esaltarne il gusto e le proprietà.
La pianta della melanzana, Solanum melongea, appartiene, insieme alla patata, al pomodoro e al peperone, alla variegata famiglia delle Solanaceae e, come abbiamo accennato, all’interno della specie include diverse varietà che differiscono tra loro.
Le melanzane sono originarie dell’India, conosciute già 4000 anni fa; furono poi importate in Europa dagli arabi e ad oggi l’Italia rappresenta uno dei maggiori paesi europei esportatori arrivando a produrne fino a 250.000 tonnellate all’anno.

caratteristiche nutrizionali

Caratteristiche nutrizionali

La pianta della melanzana è una pianta erbacea annua dal fusto che non supera il metro di altezza, con le foglie allungate, pelose e talvolta dotate di piccole spine, i fiori di colore bianco o violaceo a volte isolati ma il più delle volte riuniti in gruppi di 2 o 3, e con i frutti, grosse bacche carnose e spugnose, di aspetto diverso in base alle varietà. Si tratta di piante presenti in climi piuttosto caldi e mai rigidi e la loro crescita è influenzata proprio dalla temperatura: se scende al di sotto dei 12°C si blocca lo sviluppo.
Ma addentriamoci nel frutto per conoscerne tutte le proprietà. La melanzana è un ortaggio consigliatissimo per diete ipocaloriche. Contiene infatti poche calorie (circa 18 cal ogni 100 grami) ed è composto per il 92% da acqua, per il 3% da fibre alimentari e per la restante parte da proteine, carboidrati e zuccheri. Tra i sali minerali spiccano il potassio e il fosforo, ma non mancano sodio, magnesio, zinco, ferro, rame e calcio. Si tratta di elementi essenziali per il benessere dell’organismo, importanti in molti processi metabolici, nella regolazione dei liquidi nel corpo, per il controllo della pressione sanguigna e della circolazione nei vasi, sostanze chiave per il benessere dell’apparato scheletrico e muscolare. Ricordiamo che con la sudorazione estiva si perde una grande quantità di sali minerali, potassio in particolar modo. Suggeriamo allora di prediligere le melanzane nell’alimentazione, abbondanti di potassio, ottime per reintegrare gli elementi persi.
Sul versante delle vitamine annoveriamo la vitamina A, quasi tutte le vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5 e B6), vitamina C, vitamina K e vitamina E.
La vitamina A è essenziale per gli occhi, in quanto aiuta a migliorare la visione crepuscolare e notturna ed il rischio di cataratta, per la pelle, proteggendola dall’azione dei raggi UV del sole, per i tessuti, idratandoli e intervenendo nella loro riparazione, ed aiuta a contrastare l’insorgenza dei radicali liberi.
Anche la vitamina C interviene contro i radicali liberi con la sua azione antiossidante, ma è indispensabile anche per il corretto funzionamento del sistema immunitario, interviene nella produzione di collagene, nell’assorbimento del ferro, nella produzione dell’emoglobina e dei globuli rossi.
Le vitamine del gruppo B favoriscono l’ossigenazione e il ricambio delle cellule mentre sottolineiamo la presenza della vitamina K in quanto interviene nei processi di coagulazione del sangue, nella protezione delle ossa e nella regolazione della risposta infiammatoria.
La vitamina E o alfa-tocoferolo nelle melanzane è presente in basse concentrazioni ma va ricordata per la sua capacità di proteggere i tessuti dai processi ossidativi e dai radicali liberi e prevenendo patologie cardiovascolari.
La presenza di fibre alimentari nella melanzana fanno di essa un ortaggio alleato di tutto l’apparato digerente: esse equilibrano la flora intestinale e rinforzano le difese presenti nelle pareti dello stomaco, favoriscono la digestione e stimolano il transito intestinale prevenendo la stipsi.
La melanzana è un ortaggio utilissimo ai fini di un’ottima funzionalità epatica: stimola l’attività del fegato e diminuisce la concentrazione di colesterolo. Inoltre la melanzana stimola la secrezione della bile e, grazie alla sua azione depurativa, è consigliata nel caso di gotta, aterosclerosi e problemi di infiammazione alle vie urinarie.
Sono davvero svariati gli aspetti benefici di questo ortaggio ma è tanto alleato della nostra salute quanto traditore: la consistenza spugnosa gli dà la possibilità di legare molto bene i sughi e assorbire molto olio passando così immediatamente dall’essere ipocalorico a costituire una riserva energetica e calorica non indifferente. Quindi sbizzarritevi pure in cucina con le melanzane ma fate attenzione ai condimenti!

consigli e controindicazioni

Consigli e controindicazioni

Abbiamo esaminato la struttura della melanzana e abbiamo trattato la sua consistenza spugnosa e di quanto essa nasconda all’interno grandi quantitativi di acqua. Per avere melanzane cotte alla perfezione, soprattutto se si tratta di croccanti fettine di melanzane fritte, ricordate di lasciarle circa 30 minuti con del sale dopo averle affettate: contribuirà a perdere parte dell’acqua che renderebbe meno stuzzicante la vostra frittura. Il sale inoltre aiuta ad allontanare parte del sapore amaro presente delle melanzane e ad esaltarne ancora di più il sapore.
Non ci sono molte controindicazioni riguardanti l’utilizzo delle melanzane ma è doveroso sottolineare la presenza, come in tutte le piante appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, della solanina, un glicoalcaloide presente nell’ortaggio crudo e che, assunto in grandi quantità, può causare alterazioni nervose, emolisi ed irritazioni della mucosa gastrica. L’alta temperatura riduce la quantità di questa sostanza tossica quindi non c’è da avere paura: non consumate le melanzane crude ma solo dopo la giusta cottura.

curiosità

Curiosità: la pasta alla Norma

Ci siamo divertiti a viaggiare tra i diversi piatti a base di melanzane, ma uno di questi spicca in particolar modo, la pasta alla Norma, di cui vogliamo raccontarvi qualche curiosità. Come sapete è un piatto fresco e dal carattere mediterraneo che vede, insieme alla pasta, la presenza di pomodori, ricotta salata grattugiata, melanzane fritte e basilico. Non c’è dubbio: un’esplosione di gusto. Ma da dove prende il nome questo primo piatto?
La pasta alla Norma nasce a Catania, in Sicilia, e pare che il nome le sia stato dato dal commediografo catanese Nino Martoglio che, assaggiandola, ne fu colpito dal profumo e dal gusto e paragonò il piatto alla celebre Norma di Vincenzo Bellini, anch’egli catanese. Da allora alla pasta è stato attribuito lo stesso nome dell’opera che, non bisogna negare, ebbe un incremento di popolarità tanto che molti celebri cantanti lirici del Novecento ne hanno inciso una loro versione.
Si dice anche che la pasta fu presentata la prima volta la stessa sera della prima mondiale dell’opera di Bellini o ancora che la pasta alla Norma sia stata inventata in onore del compositore siciliano. Come possiamo notare ci sono tante leggende, storie e tradizioni che legano il piatto al compositore. Quello che è certo è un forte legame tra la pasta alla Norma e la sua città.

2018-07-04T13:19:50+00:00 luglio 4th, 2018|Benefici e curiosità sugli ortaggi, Proprietà|0 Comments

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