Le proprietà della cicoria

Chicory per gli inglesi, Chicorée o endive per i francesi, Cichoriensalat o Wurzelzichorie per i tedeschi, la cicoria è davvero diffusa in tutti i continenti del mondo ma le sue origini appartengono, molto probabilmente, al bacino del mediterraneo. La si può trovare ovunque: i margini di un sentiero, nei campi coltivati, nei terreni incolti, nei prati ma anche nei giardini pubblici di un centro città. Quindi è davvero onnipresente, soprattutto in autunno e in inverno, dal livello del mare fino a 1200 metri di altezza.

La cicoria è una pianta erbacea, perenne con fiori celesti, appartenente alla famiglia delle Asteraceae (o Composite) ed è una specie con un magnifico polimorfismo, tanto che esistono tante varietà e sottospecie che a nominarle tutte verrebbe fuori un elenco davvero molto vasto.

Accompagna l’alimentazione dell’uomo forse da sempre. Si parla di lei nel Papiro di Ebers (1500 a.c.), Plinio il Vecchio la citava nei suoi scritti, Galeno la consigliava come cura per le malattie del fegato e si trattava della cicoria anche in epoca romana.

Perché la cicoria?

Gli antichi sapevano bene come alimentarsi o come medicarsi sfruttando ciò che la terra offriva, e la cicoria è conosciuta da sempre sia per le qualità gastronomiche sia per le proprietà medicinali.

Sono svariate le proprietà della cicoria.

Depura il fegato, lo protegge e ne stimola l’attività, combatte l’insufficienza biliare, le congestioni epatiche e l’epatite. Stimola l’attività del pancreas, aiuta a regolare la quantità di glucosio e colesterolo in circolo, quindi è ottima per chi soffre di diabete o di colesterolo alto. Purifica il sangue, aiuta a combattere l’anemia ed è un rimedio contro l’ipotensione. Favorisce la motilità intestinale, aiuta la digestione e ha proprietà blandamente lassative, quindi aiuta a mantenere in salute tutto l’apparato digerente; ha proprietà diuretiche, disintossicanti e per questo un’ottima alleata del benessere dei reni e della cistifellea. Ha azione calmante, stimola e protegge le funzioni del cervello, protegge dall’emicrania e dalla depressione.

La cicoria contiene colina, tannini, amido, sali minerali (quali potassio, calcio e ferro) e vitamine, tutte sostanze utili per l’organismo. È ricca di inulina e di sostanze alcaloidi che le conferiscono il tipico sapore amarognolo.

Quindi possiamo dire che l’azione della cicoria si rivolge soprattutto a livello epatico e renale, con il compito principale di tonificare e riequilibrare la funzionalità del fegato ma che poi si riflette nel depurare e disintossicare l’intero organismo.

Come utilizzarla

Innanzitutto assicuriamoci al momento dell’acquisto, come per ogni altro tipo di verdura, che sia di bell’aspetto, con foglie prive di lesioni e non ingiallite.

C’è chi la consuma cruda, ad insalata, ma per eliminare parte del sapore amarognolo che alcune varietà posseggono, conviene cuocerla. Il metodo più semplice e più veloce è forse quello della cottura in abbondante acqua bollente. In questo caso, non ci dimentichiamo dell’acqua di cottura, che può essere bevuta come infuso per stimolare le funzioni dell’intestino, del fegato e dei reni.

Si possono ottenere diversi infusi anche da preparati di radici e di foglie secche conservate in sacchetti di carta o di tela, e poi utilizzati per sfruttare le capacità depurative, digestive e diuretiche della cicoria.

I fiori sono utilizzati a fini decorativi ma anche, insieme alle foglie, per preparare prodotti erboristici.

Dalle foglie, opportunamente macerate, si possono ottenere creme rinfrescanti per il viso, contro gli arrossamenti.

Curiosità

La radice della cicoria, tostata in modo opportuno, può diventare un ottimo surrogato del caffè, contenendo anche, tra l’altro, acido dicaffeiltartarico e altri derivati dell’acido caffeico.

Fu utilizzata soprattutto durante il periodo napoleonico in Francia quando, in tempi di guerra, le importazioni del caffè subivano rallentamenti. L’abitudine presto si diffuse anche in Inghilterra e negli Stati Uniti e fu adottata anche in India e nella Germania dell’est nel 1976.

Qualche controindicazione

È inutile dire che si consiglia di evitare la cicoria a tutti coloro che evidenziano sensibilità ad uno o più componenti oppure in caso di allergia alle Composite.

La cicoria è sconsigliata a chi soffre di gastrite e a chi assume farmaci (occasionalmente o in modo regolare) in quanto può ridurne l’effetto.

Un eccesso di inulina, contenuta nella cicoria, può dar luogo a reazioni allergiche, a gonfiore, crampi addominali, flatulenza.

2018-04-26T18:11:00+00:00 aprile 26th, 2018|Benefici e curiosità sugli ortaggi, Proprietà|0 Comments

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