Il cavolfiore

Originario, probabilmente, del Medio Oriente, il cavolfiore è un ortaggio largamente coltivato in tutta Italia, soprattutto nelle regioni centro-meridionali a partire dalla Toscana, regione in cui si affermò in principio, fino a estendersi verso Lazio, Campania, Marche, Puglia e Sicilia. Attualmente i Paesi in cui il cavolfiore è maggiormente diffuso sono India, Cina, Francia, Italia e Stati Uniti.
Il nome scientifico del cavolfiore è Brassica oleracea var. botrytis e appartiene alla famiglia delle Crucifere o Brassicacee insieme al cavolo, al cavolo verza, ai cavolini di Bruxelles, al cavolo cappuccio, al cavolo nero, al cavolo riccio, ai broccoletti, al broccolo, alle rape, ai ravanelli, alla rucola, alla senape e ad altre specie. La forma di questo ortaggio richiama un piccolo albero in miniatura di cui la parte edibile, l’infiorescenza, è il risultato di svariate ramificazione dell’asse principale. Tale parte edibile nel cavolfiore può assumere diverse colorazioni: bianca, giallognola, verde, arancione e viola. Il cavolfiore matura da ottobre a maggio ma ci sono varietà precoci che arrivano nei mercati anche ad agosto o a settembre. Il consumo di questo ortaggio è sempre consigliatissimo per tutti i benefici che offre all’organismo, e ancor di più se consumato di stagione.

aspetti nutrizionali

Aspetti nutrizionali

L’utilizzo di questo ortaggio gode di un’ampia diffusione proprio grazie alle sue innumerevoli proprietà alimentari e nutrizionali. Considerando solo la parte edibile, essa contiene acqua per circa il 90 %, piccole quantità di proteine e carboidrati, quasi nulle quantità di grassi, per un apporto calorico di circa 25 calorie ogni 100 grassi. Stando a questi dati, possiamo affermare che il cavolfiore è ottimo per chi segue una dieta ipocalorica, oltre che un toccasana per tutti coloro che scelgono di portarlo in tavola.
Il cavolfiore contiene una discreta quantità di fibra alimentare che aumenta il senso di sazietà, favorisce la regolarità intestinale, previene la stipsi e aiuta l’organismo a diminuire i livelli di colesterolo-LDL, o colesterolo “cattivo”, nel sangue. Inoltre, contiene sali minerali quali potassio, in quantità preponderante, fosforo, calcio e sodio. Il potassio, in particolare, aiuta l’organismo a combattere la ritenzione idrica, riduce la pressione arteriosa, normalizza il ritmo cardiaco, interviene nella trasmissione degli impulsi nervosi e regola la contrazione muscolare. Tra le vitamine presenti nel cavolfiore, merita una menzione la vitamina C o acido ascorbico che ha una forte azione antiossidante, aiuta a combattere i radicali liberi, è indispensabile per il corretto funzionamento del sistema immunitario, per la produzione di collagene, per l’assorbimento intestinale del ferro, per la produzione di emoglobina e dei globuli rossi. È presente anche la vitamina A, importante per la pelle e per la vista, con proprietà antiossidanti che contrastano l’insorgenza di radicali liberi. Le sostanze antiossidanti, inoltre, apportano benefici anche al cuore e a tutto il sistema cardiovascolare. Il cavolfiore contiene anche folati, precursori della vitamina B9 o acido folico, essenziali per le donne in gravidanza in quanto prevengono gravi malformazioni fetali, permettendo il corretto sviluppo del sistema nervoso nel nascituro e la sintesi di emoglobina e amminoacidi.
Incisiva, nel cavolfiore, è la presenza di una classe di composti costituita dai glucosinolati che sono modificati nell’organismo per produrre isotiocianati, molecole che detossificano da molecole cancerogene. Tra questi spicca la glucorafanina che viene convertita nell’organismo a sulforafano, molecola con proprietà antitumorali che previene la crescita di cellule cancerogene e la loro divisione e che le guida verso la loro morte. L’azione degli isotiocianati è rivolta soprattutto a livello dell’intestino, dei polmoni, del seno, del sistema immunitario, dell’apparato circolatorio, degli occhi e delle ossa.
Le quantità di acqua, proteine, lipidi, carboidrati, vitamine ed oligoelementi presenti nei cavolfiori cambiano notevolmente tra ortaggio crudo e cotto. In particolar modo, il quantitativo di vitamine e sali minerali diminuisce drasticamente durante la fase di cottura e gli isotiocianati di cui parlavano poc’anzi sono molecole termolabili che durante la bollitura vengono degradate. Per questi motivi, è consigliata una cottura non troppo esagerata, in modo da garantire il rilascio di alcune sostanze ma evitare la degradazione di altre. In alternativa, per salvaguardare le proprietà nutrizionali del cavolfiore, se non si gradisce mangiarlo crudo, si può effettuare la cottura al vapore o nella pentola a pressione, molto consigliate per non alterare le molecole benefiche contenute negli alimenti.

controindicazioni

Controindicazioni

Il cavolfiore ha un discreto contenuto di vitamina K, utilizzata dall’organismo nella coagulazione del sangue. Nel caso di soggetti sottoposti a farmaci anticoagulanti, l’azione della vitamina K potrebbe interferire negativamente con quella dei farmaci, pertanto se ne sconsiglia un abuso. Questo ortaggio, inoltre, contiene purine, molecole che, se assunte in grande quantità potrebbero dare qualche complicazione come un accumulo di acido urico nell’organismo che può portare a gotta e calcoli renali. Anche in questi casi il consiglio è quello di non esagerare con il consumo di cavolfiore ed alimenti dalle stesse caratteristiche, soprattutto se si è particolarmente sensibili o predisposti.

curiosità in cucina

Curiosità in cucina

Spesso i cavolfiori sono evitati in cucina a causa dell’odore pesante che emanano durante la cottura che, ai più, risulta essere fastidioso. Tale odore è causato da un enzima che viene idrolizzato durante le fasi di taglio e cottura e dalla cui reazione si liberano molecole particolarmente odorose contenenti azoto e zolfo. Ci sono alcuni accorgimenti che si possono attuare per ovviare a questo inconveniente: si può versare del succo di limone nell’acqua di cottura oppure qualche goccia di latte, oppure si può far bollire, insieme ai cavolfiori, anche qualche foglia di alloro. In questo modo le molecole odorose vengono complessate e il cattivo odore non si sente più.

2018-11-08T11:23:06+00:00 novembre 8th, 2018|Benefici e curiosità sugli ortaggi, Proprietà|0 Comments

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