La terra dei…cachi

L’albero di cachi, che simboleggia l’autunno per i suoi colori e la sua stagionalità, in Cina incarna l’albero dalle 7 virtù: è un albero longevo, ha una struttura grande e folta che fa molta ombra, la caduta del fogliame sul terreno permette un’ottima concimazione, i rami offrono agli uccelli uno spazio ampio e sicuro per nidificare, è una fonte di buona legna da ardere, è resistente all’attacco dei parassiti, le foglie hanno forma e colore decorativi nei diversi periodi dell’anno.
Nel secondo dopoguerra diventò invece simbolo di pace: dopo la devastante esplosione atomica di Nagasaki nell’agosto del 1945, solo pochi di questi alberi sopravvissero coraggiosamente.

l’albero dei cachi

L’albero dei cachi

In botanica il cachi è conosciuto con il nome scientifico di Diospyros kaki e appartiene alla famiglia delle Ebenacee. Dagli alberi appartenenti a questa famiglia e al genere Diospyros si ricava l’ebano, legno duro, compatto e scuro di cui la qualità di maggior pregio, per il suo colore nero e per la sua grana molto fine, è data da due alberi provenienti dalle Indie, il D. ebenum ed il D. melanoxylon.
Il nome dell’albero di cachi, Diospyros kaki, deriva dal greco, dall’accostamento di due parole Διός (Diòs), Zeus, e πυρός (pyròs), grano, letteralmente “il grano di Zeus”, come a significare cibo degli dei. Questo albero trova le sue radici in Asia orientale, è uno degli alberi da frutto più antichi coltivati dall’uomo, conosciuto in Cina da più di 2000 anni e diffuso in Europa ed in America intorno alla metà dell’Ottocento. In Italia arrivò nel tardo ‘800 e i primi impianti iniziarono a comparire nel Salernitano per poi estendersi da lì sia verso la Sicilia sia l’Emilia-Romagna.

proprietà nutrizionali dei cachi

Proprietà nutrizionali dei cachi

Il frutto dell’albero di cachi è una bacca sferica di colore arancio, è tipico del periodo autunnale, ed è caratteristico per il suo essere soffice e dolcissimo. È uno dei frutti più indicati per affrontare l’autunno, il cambio di stagione ed il senso di spossatezza che ne deriva in quanto è considerato molto energetico, indicato per i bambini, gli anziani, gli sportivi o chi è sottoposto a stress. Di sicuro i cachi non rientrano tra i frutti leggeri e dietetici: contengono acqua per l’80 %, zuccheri per il 18 %, proteine per lo 0,6 %, grassi per lo 0,3 % e fibre intorno al 2,5 % per un apporto calorico complessivo pari a 60 calorie ogni 100 grammi. Il cachi è un frutto ricco di sali minerali, come il potassio, il fosforo, il magnesio, il calcio e il sodio, e vitamine, come la vitamina C, la vitamina A, la vitamina E ed alcune del gruppo B. Tra questi, il potassio conferisce al cachi spiccate proprietà diuretiche, riduce la pressione arteriosa e regola la contrazione muscolare, mentre il fosforo condiziona positivamente la salute delle ossa e dei denti. La vitamina C è un ottimo antiossidante che contrasta l’azione dei radicali liberi oltre ad essere indispensabile per il sistema immunitario e per l’assorbimento intestinale del ferro. La vitamina A, insieme al beta-carotene e a pigmenti come licopene, luteina e zeaxatina, ha preziose proprietà antiossidanti nei confronti degli occhi e della vista e anche dell’apparato cardiovascolare. Nel cachi acerbo vi è un’alta concentrazione di tannini, molecole dalle proprietà astringenti, che lasciano al palato la tipica sensazione di “bocca legata”. Con la maturazione diminuisce la quantità di tannini e di vitamina C mentre incrementa la concentrazione di zuccheri, soprattutto glucosio e fruttosio.
I cachi hanno proprietà lassative dovute alla grande quantità di fibre che aiutano a migliorare la regolarità intestinale. Le fibre insolubile, in particolare, sono utili anche nel contrastare i livelli alti di colesterolo “cattivo” o LDL presente nel torrente circolatorio preservando la salute del cuore e del sistema cardiocircolatorio.
Come già accennato, i cachi favoriscono la diuresi grazie alla presenza di Sali minerali e all’abbondanza di acqua, inoltre aiutano l’organismo a idratarsi e a reintegrare gli oligoelementi che si perdono. In più il cachi è un frutto in grado di neutralizzare l’acidità dei succhi gastrici dello stomaco in quanto ha un pc lievemente basico che lo rende idoneo per chi soffre di gastrite o reflusso gastroesofageo.

consigli e controindicazioni

A chi sì e a chi no: consigli e controindicazioni

A causa dell’elevato contenuto di zuccheri e dell’alto apporto calorico il cachi è un frutto da sconsigliare a chi soffre di diabete o chi è in stati di sovrappeso o di obesità. Il contenuto in zuccheri del cachi non è da essere sottovalutato neanche da chi è in normopeso in quanto è sempre bene non eccedere; in questi casi si consiglia il consumo dei frutti a giorni alterni evitando momenti della giornata come il pranzo, per evitare di innalzare troppo l’indice glicemico del pasto, o la cena, poiché durante la notte gli zuccheri in eccesso e non utilizzati vengono convertiti in grassi. Si sconsiglia il consumo di cachi a chi soffre di colite o diarrea, viste le proprietà lassative del frutto.
Si raccomanda, invece, il consumo di cachi nei casi di inappetenza, stress psicofisico, stanchezza e a chi pratica sport. Si consiglia anche a chi soffre di disturbi epatici in quanto questo frutto vanta virtù epatoprotettrici o a chi ha subito cure antibiotiche che hanno compromesso l’integrità della flora batterica intestinale.

il cachi-mela

Il cachi-mela

Si conoscono due tipi di cachi: il cachi comune, dolce, morbido e cremoso, distinto poi in diverse varietà, e il cachi-mela, dal sapore vanigliato ma con la polpa soda e croccante. Il cachi mela è una tipologia di cachi che ricorda, appunto, la struttura della mela, con la forma schiacciata. La particolarità di questo frutto, oltre alla sua consistenza differente, è data dal contenuto di tannini. Nel cachi comune abbonda il contenuto di tannini quando ancora non è maturo: viene raccolto immaturo, quando ancora la polpa ha una consistenza soda, aspra e astringente, e viene stoccato nei magazzini per un periodo chiamato “ammezzimento” in cui la polpa diventa morbida, gelatinosa, il colore diventa più scuro, diminuisce il contenuto di tannini e anche l’effetto astringente. I cachi-mela, invece, contengono un basso quantitativo di tannini e per questo motivo non c’è la necessità della raccolta in fase di pre-maturazione ma si possono mangiare nel loro momento ideale, alla raccolta, tagliandoli a fette, proprio come le mele.

2018-11-22T10:12:27+00:00 novembre 22nd, 2018|Benefici e curiosità sulla frutta, Novità, Proprietà|0 Comments

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