Un piccolo grande kiwi

  • Admin
  • 03/05/2019

Capita spesso di vedere gli scaffali dei supermercati pieni di kiwi (o kivi), piccole bacche dalla forma a uovo. Sicuramente, guardandoli, vi sarete chiesti quali sono le proprietà dei kiwi, perché è importante aggiungere i kiwi nella dieta e magari anche qualche curiosità sulla pianta del kiwi. Ebbene, siete capitati tra le righe giuste! Vi accompagneremo alla scoperta delle diverse varietà di kiwi, della loro storia e conoscerete dove si producono i kiwi. Leggendo capirete perché fa bene il kiwi al nostro organismo, cos’è che spinge i nutrizionisti a consigliare il loro consumo e quali sono le proprietà del kiwi. Avete mai visto un albero del kiwi? I frutti maturi appaiono come tanti pipistrelli che dormono a testa in giù. Esistono due principali varietà di kiwi: la verde e la gialla (o gold). I kiwi della varietà verde sono i più diffusi, hanno la buccia marrone ricoperta di pelucchi e la polpa di color verde brillante con al centro tanti semini neri; i kiwi della varietà gialla hanno la forma un po’ più allungata rispetto alla tipica forma a uovo dei kiwi verdi, non hanno pelucchi esternamente e hanno la polpa di colore giallo. Oltre a queste esistono altre varietà, ma sono poco diffuse e poco conosciute, come il kiwi dalla polpa rossa e il kiwi dalla buccia color mattone. L’albero su cui crescono queste gustose bacche è l’Actinidia deliciosa sebbene numerose tipologie di kiwi siano prodotte da altre coltivazioni o da altre piante. In Cina si coltiva il kiwi da circa 700 anni, prelibatezza degli imperatori. Ancora oggi, tra la boscaglia, gli arbusti e le rocce che costeggiano il fiume Yangtze in Cina, il cosiddetto Fiume Azzurro, è possibile trovare piante selvatiche di kiwi. All’inizio del 1800 si iniziò a diffondere in Nuova Zelanda ed in Inghilterra tramite alcuni missionari inviati in Cina per convertire popolazioni lontane al cristianesimo. Poi nel 1900 conquistò il resto d’Europa ed in particolar modo l’Italia che in poco tempo è diventata il secondo produttore al mondo di kiwi.

Continuiamo il nostro percorso insieme alla scoperta di questi frutti gustosi per scoprire perché i kiwi fanno bene alla salute, se è vero, come dicono, che i kiwi contengono vitamina C, se ci sono aspetti a cui fare attenzione, come si usa il kiwi in cucina e come si degusta.

 

Scopriamolo in profondità

La composizione del kiwi è abbastanza accessibile: zuccheri semplici come il fruttosio, carboidrati, pochi grassi e proteine elementari per un apporto calorico complessivo di circa 40 calorie ogni 100 grammi. Nonostante le varie dicerie che si narrano sul kiwi, che finiscono per elevarlo ad alimento quasi miracoloso, in realtà si tratta di una bacca semplice, senza dubbio con molecole salutari per l’organismo, ma nulla di veramente diverso, aggiuntivo o particolarmente interessante rispetto alla media dei prodotti ortofrutticoli. Vediamo comunque nel dettaglio cosa troviamo nel rinfrescante e sfizioso kiwi e perché è sempre un bene aggiungerlo alla nostra dieta.

Nel kiwi spicca il contenuto di acqua, fibre solubili, potassio e vitamina C. La fibra agisce in modo positivo a livello intestinale prevenendo la stipsi e alcune forme di colon irritabile e in più aiuta a diminuire il contenuto di colesterolo “cattivo” (colesterolo-LDL) nel torrente circolatorio; di contro, il kiwi viene inserito anche tra gli alimenti lassativi, perciò il suo consumo è bene che vari da persona a persona, in base alle caratteristiche intestinali di ognuno. La vitamina C, conosciuta anche come acido ascorbico, è un potentissimo antiossidante che contrasta il processo di invecchiamento a carico dei tessuti ed è alleato del sistema immunitario e del sistema nervoso.

Il contenuto abbondante di acqua, di potassio e di antiossidanti rende il kiwi un alimento ottimo per chi soffre di ipertensione o per chi pratica sport. Inoltre gli antiossidanti lo rendono un frutto antitumorale.

È degna di nota la presenza, nel kiwi, di acido alfa-linolenico, un acido grasso insaturo della serie omega-3. L’acido linolenico, insieme all’acido linoleico (acido grasso insaturo della serie omega-6), è uno dei due acidi grassi essenziali che gli esseri umani, ed anche altri animali, devono assumere con gli alimenti in quanto determinanti per il corretto funzionamento e mantenimento del buono stato di salute. Omega-3 e omega-6 sono richiesti in vari processi biologici, non possono essere sintetizzati dall’organismo e per questo è necessario assumerli con l’alimentazione. In particolar modo, l’acido alfa-linolenico è contenuto in pochi alimenti tra cui semi di lino, canapa, noci e kiwi. Il fabbisogno di omega-3 per un organismo adulto è pari a 1000-1500 mg al giorno. In un kiwi di medie dimensioni (80 g circa) il contenuto di acido alfa-linolenico è pari a 33,6 mg quindi dà un piccolo contributo all’apporto quotidiano dell’acido grasso insaturo. Esiste però l’olio di semi di kiwi che con i suoi 620 mg di acido alfa-linolenico per grammo rappresenta in assoluto una delle fonti più generose di questo acido grasso essenziale.

 

Chi deve prestare attenzione?

Purtroppo il kiwi rientra nella lista delle allergie alimentari più diffuse. I sintomi variano dall’irritazione della bocca, del cavo orale e della gola, formicolio, sudorazione, vomito, dolori addominali, sino a gravi reazioni anafilattiche. C’è da dire che spesso l’assunzione di kiwi lascia una sensazione di bruciore quasi urticante o di prurito. In realtà questi effetti sono dovuti alla presenza di ossalato di calcio sotto forma di cristalli aghiformi che possono irritare la mucosa del cavo orale per pochi minuti. La vera allergia è scaturita da una proteina, l’actinidaina o actinidina, una cisteina proteasi riscontrata anche nelle banane, nella papaya o nell’ananas.

 

Dal mercato alla cucina

Li vediamo in vendita tutto l’anno ma, in realtà, quando maturano i kiwi? Sono frutti che maturano in autunno; vengono raccolti tra settembre e ottobre e vengono commercializzati da novembre fino alla primavera inoltrata anche se, grazie ai moderni metodi di conservazione, è possibile trovarli nel reparto ortofrutta del supermarket per tutto l’anno.

Il sapore del kiwi è per lo più acidulo, soprattutto quando è raccolto da poco tempo e non si è ancora addentrato nel processo di maturazione tendente alla senescenza; nonostante il suo sapore aspro, è fresco e gustoso. Lo si può mangiare a fettine, privandolo della buccia, oppure aprendolo a metà e scavandolo con un cucchiaino come se fosse una coppetta di gelato. È ottimo nelle macedonie estive, ricche di gusto, colori e soprattutto vitamine oppure è sfizioso in spiedini di frutta, sicuramente molto simpatici e ricercati.

 

Secondo la leggenda…

Una leggenda Maori racconta che in origine il kiwi aveva le ali come gli altri uccelli e viveva tra le cime degli alberi. Un giorno il dio della foresta, Tanemahuta, camminando tra il fresco e rigoglioso verde, vide che gli alberi morivano mangiati dagli insetti. Chiamò quindi tutti gli uccelli della foresta affinché qualcuno di loro scendesse a vivere a terra per salvare gli alberi. Nessuno accettò, nessun uccello volle abbandonare il cielo e le ali. Così Tanemahuta punì ogni uccello in modo diverso per il loro gesto egoistico. Il kiwi invece fu l’unico uccello che accettò in modo spontaneo nonostante sapesse che ciò significava non poter più volare nel cielo. Così fu l’unico ad essere premiato e nella sua trasformazione a frutto diventò un frutto salutare.   

Categoria: Frutta

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