Il Porro: tra storia e benefici

  • Admin
  • 16/12/2019


ll porro è una Liliaceae come l’aglio e la cipolla, con cui spesso viene confuso. La sua origine è poco chiara, alcune fonti dichiarano che provenga dal Medio Oriente, altre dai territori celti, con testimonianze vecchie di 3000 anni! Con certezza sappiamo che era coltivato in Egitto, alimento consumato dagli schiavi addetti alla costruzione delle piramidi, ma in Europa fu introdotto dai Romani. Attualmente il maggior produttore di questo ortaggio è la Francia, ma è molto coltivato anche in Asia e America.

Il porro si trova in commercio tutto l’anno, ma l’apice della sua stagione è proprio adesso, tra novembre e febbraio. In estate si raccolgono gli ortaggi più piccoli e teneri, mentre in inverno raggiungono quel sapore intenso tipico. La pianta del porro ha dei bellissimi fiori bianco-verdognoli, è alta fino a ottanta centimetri e le foglie hanno un bel colore verde scuro. Della pianta del porro si utilizza il fusto, scegliendolo in base a particolari dettagli, come colore, dimensione e consistenza.

Ne esistono diverse varietà, in Italia se ne trovano principalmente quattro:

Lungo gigante d'inverno, si raccoglie durante il periodo invernale e ha un’alta resistenza al freddo. Ha sapore gradevole e la sua parte bianca può raggiungere anche i 60 centimetri di lunghezza

Mostruoso di Carentan, varietà molto rustica e particolarmente saporita, è caratterizzata da un enorme bulbo che può raggiungere il diametro di 7-8 centimetri e i 25 centimetri di lunghezza. Anche questa variante è molto resistente al freddo

Gigante d'Italia, varietà rustica anch’essa, la parte bianca può raggiungere anche i 30 centimetri, mentre il diametro non supera i 2-3 centimetri. È molto resistente persino alla neve e viene molto apprezzato per il suo tipico sapore dolciastro

Porro lungo della riviera, si distingue per la sua lunghezza, bellezza e resa elevata


In cucina e non solo

Non c’è un impiego particolare del porro in cucina. Viene consumato crudo insieme all’insalata per insaporirla; cotto, nelle minestre e le zuppe; come ripieno nelle torte salate, unito al formaggio; come parte del soffritto al posto della cipolla, perché ha un sapore molto più delicato; come erba aromatica nei piatti di pesce o gli arrosti dal gusto particolare, di agnello o maiale soprattutto. Ma non dimentichiamo che il porro crudo, o appena bollito e condito con un filo di olio e qualche goccia di limone, per i puristi dell’alimentazione, è il modo ideale per beneficiare in toto di tutte le qualità dell’ortaggio, senza alterarne il gusto.

Aiuta il tuo cuore, mangia il porro!

Ricchissimo di acqua - ne contiene più del 90% - è poco calorico, quindi raccomandato nelle diete dimagranti e ipocaloriche. Molto digeribile, i porri sono particolarmente indicati ai più piccoli, già a partire dai sei mesi, perché sono un antibiotico naturale che rinforza il sistema immunitario. 

Ricco di sali minerali, flavonoidi e un ricco complesso di vitamine A, B e C, aiuta contro le malattie da raffreddamento e gli stati influenzali, tipici del periodo in cui viene maggiormente utilizzato. Aiuta la digestione stimolando la produzione di succhi gastrici e riducendo il gonfiore intestinale. Il porro protegge il cuore perché tiene sotto controllo la pressione e il colesterolo cattivo, interviene nella produzione de globuli rossi e mantiene equilibrato il metabolismo dei grassi. 

Sono infinite e insospettabili le proprietà del cugino delicato della cipolla: basti pensare che già nel Medioevo il porro era utilizzato, oltre che in cucina, come pianta medicamentosa. Dalla cura della pelle del viso, alle infezioni urinarie, passando per la pulizia dell’intestino (grazie alle fibre contenute nella parte bianca del gambo), il porro è un toccasana dalle mille virtù. Inoltre, sembra abbia anche delle proprietà afrodisiache. Parola di Venere!

Lo sapevi che

Importato dai Romani, il porro è diventato persino simbolo nazionale del Galles! Una leggenda narra che, alla vigilia di una battaglia, san David, protettore della regione, consigliò ai gallesi di mettere un porro sul berretto per distinguersi nella battaglia. La vinsero, e da allora l’ortaggio venne eletto a emblema della nazione.

Sempre in territorio romano, l'imperatore Nerone fu soprannominato "il porrofago" perché ghiottissimo di questo ortaggio, ne consumava un’enorme quantità per mantenere un bel tono di voce, ahimè, con scarsi risultati. La sua ricetta preferita prevedeva il consumo lesso del porro, condito con un filo di olio, pepe, aceto e due tuorli d’uovo sbattuti, il tutto amalgamato con la salsa di galum, simile alla nostra odierna colatura di alici.

Categoria: Verdura

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