Il nettare degli Dei, dolce come il miele

  • Admin
  • 23/01/2020

La storia del miele risale alla notte dei tempi. Le prime testimonianze che ci raccontano l’uso dello “zucchero d’oro” da parte dell’uomo sono databili a circa 10 mila anni fa, nel periodo in cui vennero realizzate le prime arnie. 

Già nel 3000 a.C. si racconta che gli apicoltori egizi si spostavano con le loro arnie lungo il Nilo per seguire il corso della fioritura delle piante. Qui il miele era cibo di lusso, una prerogativa reale e divina, ma veniva utilizzato anche nelle cerimonie religiose e per imbalsamare le mummie.

Non solo gli egizi, ma tutti i popoli dell’area mediterranea e di quella anatolica lo usavano, e non solo in cucina: i babilonesi ne mangiavano enormi quantità; i sumeri lo sfruttavano per la produzione di creme a base di acqua, argilla e olio di cedro; anche i nostri antenati greci e i romani avevano una grande considerazione del miele, visto che lo impiegavano in riti religiosi e civili - i primi - e in campo culinario i secondi.

Le migliori proprietà del miele

Il miele fa così bene al nostro corpo che spesso ne diamo per scontato i benefici. È un dolcificante naturale, ma soprattutto un alimento ricco e nutriente. Andrebbe consumato grezzo, ma anche lavorato ci dà la sua bella mano. 

Scopriamo insieme la top 5 delle proprietà miracolose del giallo nettare degli dei:

  • Azione antiossidanteIl miele naturale è molto ricco di antiossidanti, i quali intercettano i radicali liberi prima che possano causare danni e rallentano il processo di invecchiamento del nostro organismo. Le proprietà antiossidanti del miele sono legate al suo colore: più un miele è scuro, più il suo valore è importante.
  • Attività antimicrobica. Sembra che il miele riesca a contrastare l’attacco di oltre 60 specie di batteri. Tra tutti i tipi di miele, quello di Manuka, grazie alla presenza più alta di perossido di idrogeno, è un forte inibitore, soprattutto per la prevenzione dell’insorgenza di Escherichia coli e dello stafilococco.
  • Aiuto contro l’apoptosi. Alcuni studi hanno dimostrato che il miele riesce ad agire positivamente sull’apoptosi – una forma di morte cellulare programmata - di molte cellule cancerogene. Ciò significa che il miele potrebbe aiutare addirittura nella lotta contro il tumore.
  • Attività antinfiammatorie. Grazie alla presenza di flavonoidi, il miele è un antibiotico naturale che velocizza il processo di disinfezione e cicatrizzazione delle ferite superficiali. Contiene anche antiossidanti e un particolare zucchero, il nigeroligosaccaride, che stimolano il sistema immunitario e combattono lo stress ossidativo provocato dai radicali liberi. Per questo è un ingrediente molto usato nelle creme per il viso!
  • Un aiuto anche allo stomaco. Infine, il miele aiuta a contrastare infezioni gastrointestinali come gastriti, duodeniti e ulcere gastriche causate da batteri patogeni. Pare che riesca a prevenire l’aderenza dei batteri sull’epitelio intestinale, che è proprio la causa delle infezioni del tratto gastrointestinale

Gli effetti benefici del miele, quindi, sono tantissimi! Basta consumarne un cucchiaino al giorno (20 gr. è la dose consigliata), in sostituzione allo zucchero raffinato, rispetto al quale ha meno calorie e un potere dolcificante maggiore. Per le sue caratteristiche nutrizionali e produttive è un vero toccasana per la salute, anche in casi di denutrizione, astenie, intossicazioni ed esaurimenti nervosi. E poi non ha impatti negativi sull’ambiente, e al giorno d’oggi sappiamo bene quanto questo influisca sul nostro futuro.

Ma quanti tipi ne abbiamo?

Con le sue 50 e oltre varietà di miele monofloreale, l’Italia ha il primato mondiale per la produzione del dolce nettare. Le apri producono il miele dal nettare dei fiori, gli apicoltori lo raccolgono dai primi mesi primaverili sino alla fine dell’estate. Qui da noi ci sono moltissime varietà di fiori a seconda della zona, calda e umida al sud, fresca e ventilata nelle colline del centro, fredda e secca nelle montagne.

La differenza tra i vari tipi di miele, non commerciale, sta nella combinazione dei due elementi presenti nell’alveare, il polline e il propoli. Il primo, ricco di enzimi e proteine, lo raccolgono le api dai fiori; il secondo si crea quando le api mescolano le proprie proteine con la resina delle piante.

Appena estratti dai favi, tutti i tipi di miele sono liquidi e dello stesso colore. In base al processo di cristallizzazione poi alcuni si scuriscono, altri prendono delle calde sfumature dorate. Solo per ricordarne alcuni, citiamo:

  • Miele di acacia: si ottiene dalla bottinatura dei fiori di acacia, ha un sapore vanigliato e profuma di fiori
  • Miele millefiori: proviene dalla miscela di piante diverse, e varia a seconda della regione da cui vengono raccolti i fiori, se in pianura, collina o montagna
  • Miele di castagno: deriva dai fiori di castagno e si raccoglie in tutta Italia sul finire dell’estate. È scuro, dal retrogusto amarognolo, con un profumo balsamico
  • Miele di agrumi: nasce dalla bottinatura dei fiori di agrumi (arancio, limone, mandarino, bergamotto). Ha un sapore molto delicato, e a seconda del fiore prende quella caratteristica nota speziata
  • Miele di melata: unico miele non floreale, viene estratto dalla melata degli alberi, soprattutto di quercia, abete e agrumi. È di colore scuro, profuma di bosco e ha un sapore vegetale molto particolare

5 curiosità che forse non sapevi sul miele

Un’antica leggenda ritrovata su un papiro egizio racconta che, quando il dio Sole, Ra, piangeva d’amore, le sue lacrime cadendo a terra si trasformavano in miele: “E le api costruirono la loro dimora riempiendola di fiori di ogni genere di pianta; nacque così la cera ed anche il miele, tutto originato dalle lacrime di Ra”.

Il miele non va mai a male: è uno dei pochissimi cibi che, se conservato sottovuoto, gode di una vita quasi eterna. Pensiamo alle tombe egizie: ancora oggi i vasetti ritrovati integri sono commestibili, e sono passati dei millenni!!! Non è una magia da faraoni, ma un fatto di scienza. Il miele è una sostanza molto acida con un bassissimo grado di umidità, quindi non è l’ambiente più confortevole per la crescita e la proliferazione dei batteri.

Proprio come un cane da tartufi, esiste anche un “uccellino da miele”! L’Indicatore Golanera, piccolo volatile africano, cinguetta in modo particolare quando si avvicina ad un alveare, guidando così gli apicoltori verso il miele.

Non solo le api fanno il miele e nemmeno tutte le api lo fanno! Esiste una specie particolare di vespa, la Vespa Messicana, che produce miele. Non facciamoci illusioni però: questo tipo di miele non è in commercio perché le vespe si nutrono anche di fiori tossici per l’uomo. D’altro canto, di api ne abbiamo oltre 20.000 specie diverse, e sono una piccola fetta lo produce. La più famosa è l’Ape mellifera, allevata e commercializzata come una star!

Il miele è anche usato in medicina, soprattutto nella “medicina galenica”, che ritiene il corpo umano costituito da quattro elementi in armonia, a cui sono associate le qualità fondamentali di caldo, freddo, secco e umido. Questi studi ritengono che sia essenziale per l’uomo mantenere l’equilibrio, correggendo gli eccessi e compensando le mancanze, soprattutto grazie alla corretta alimentazione. Al miele viene attribuita la qualità del caldo e del secco.

Categoria: Miele

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