L'agricoltura biologica

  • Admin
  • 27/08/2019

Da un po’ di anni si assiste ad una sempre crescente attenzione all’alimentazione, allo stile di vita e all’ambiente. Questo ha portato, tra le varie cose, ad un implemento costante dell’agricoltura biologica in Italia ed in Europa. Ma cosa si intende realmente per agricoltura biologica? In cosa si differenzia dall’agricoltura convenzionale? Esistono vantaggi e svantaggi? Quali sono?

 

Cosa si intende per l’agricoltura biologica

L’agricoltura biologica è un metodo di coltivazione che sfrutta le risorse che la natura offre utilizzando tecniche agricole che portano alla produzione di alimenti nel rispetto dell’ambiente e degli altri esseri viventi escludendo l’utilizzo di prodotti di sintesi come alcuni fitofarmaci e fertilizzanti. La differenza principale tra agricoltura biologica ed agricoltura convenzionale sta nei prodotti introdotti nell’agrosistema: l’agricoltura biologica, come abbiamo già detto, esclude prodotti di sintesi, quindi ricorre all’utilizzo di fitofarmaci ricavati esclusivamente da sostanze di origine organica e naturale; per l’agricoltura convenzionale, invece, i concimi ed i fitosanitari utilizzati derivano da processi industriali, quindi subiscono lavorazioni chimiche e meccaniche.

Per l’agricoltore che coltiva biologicamente, l’azienda agricola è parte integrante di un sistema molto più complesso che comprende il suolo su cui coltiva, le colture e le sostanze organiche in esso presenti, gli animali allevati e tutto l’ambiente circostante costituito da flora e fauna.

L’agricoltura biologica intende produrre cibo di qualità e in quantità sufficiente per la popolazione lavorando con sistemi naturali. Tramite le coltivazioni biologiche, si rispettano i cicli biologici delle specie vegetali ed animali come anche le loro condizioni di vita, ci si impegna a sviluppare la fertilità del suolo mediante tecniche del tutto naturali, come la rotazione delle colture in alternanza a periodi di riposo, si utilizzano risorse di energia rinnovabili e si cerca di evitare l’inquinamento del suolo, dell’aria e dell’acqua. Questi sono i princìpi dell’agricoltura biologica e gli obiettivi che essa si pone; poter operare in questa direzione, come abbiamo detto, esclude l’utilizzo di sostanze chimiche e di Organismi Geneticamente Modificati (OGM).

 

Come opera un’azienda BIO

In un’azienda BIO vengono adottate idonee tecniche agronomiche volte ad assicurare una buona fertilità del terreno, a ridurre la crescita di erbe indesiderate e a contenere la crescita di funghi e muffe. L’agricoltore, in questi casi, punta a salvaguardare gli insetti benefici, utili nel contrastare i parassiti antagonisti, sceglie di coltivare varietà di piante rustiche, più resistenti, e pratica tecniche agricole specifiche. Tra queste tecniche troviamo la pacciamatura, che consiste nel coprire il terreno intorno alle piante con erba fresca, fieno o teli per proteggere le radici da sbalzi termici e ostacolare la crescita di piante infestanti, si pratica la rotazione delle colture che consiste nell’alternare coltivazioni che possono impoverire il terreno di elementi nutritivi per le piante a coltivazioni che possono reintegrare gli elementi che sono andati persi quindi migliorare la fertilità del suolo. Si pratica, inoltre, il sovescio cioè la semina di alcune piante, come trifoglio, crescione, spinaci, colza, fave, ed altre, che, una volta cresciute, si interrano per fertilizzare il terreno. Si utilizzano, inoltre, altri concimi naturali che non inquinano e sono biodegradabili come il letame, il compost o cenere di legna.

 

Prodotti biologici secondo la legge europea

In Europa, l’Italia è tra i primi posti per l’esportazione di prodotti biologici, con fatturati davvero molto cospicui. Dal 1991 l’agricoltura biologica segue le normative dell’Unione Europea che sanciscono i criteri e le regole da seguire affinché un prodotto possa dirsi biologico. Esistono anche gli “organismi di controllo” enti privati che si occupano di verificare, mediante accurati controlli, che i prodotti seguano le leggi dell’Unione Europea per tutta la filiera di produzione, dalla semina all’etichettatura. Per ottenere l’etichetta di prodotto di origine biologica, il prodotto deve contenere prodotti provenienti da agricoltura biologica per almeno il 95%, oltre che essere conforme alle regole del sistema di controllo e certificazioni e riportare il nome del produttore o del venditore.

 

E per la salute?

Se da un lato i prodotti biologici sono meno nocivi per l’ambiente rispetto ai prodotti non biologici, non esiste una reale evidenza scientifica che certifichi che si può dire lo stesso per eventuali vantaggi apportati per la salute umana.  Alcune ricerche hanno dimostrato infatti che tra prodotti convenzionali e prodotti biologici non c’è sostanziale differenza se si considerano gli effetti sulla salute. L’unica disparità tra i due tipi di prodotti la si trova analizzando il contenuto di antiossidanti: pare che frutta e verdura biologiche abbiano un maggior contenuto di antiossidanti rispetto ai prodotti coltivati con i metodi tradizionali.

Di contro c’è da dire che utilizzando fitofarmaci di origine naturale c’è più esposizione al pericolo che sui prodotti non biologici attecchiscano funghi capaci di rilasciare tossine ed inoltre l’impossibilità di utilizzare diserbanti rende necessario l’impiego di un maggior numero di operazioni che rendono le coltivazioni più dispendiose da un punto di vista energetico ed economico.

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